Ad Empoli si rema contro

Mentre in tutta la Toscana si registrano attività volte a migliorare la mobilità ciclistica tanto da far pensare che nei prossimi 3 anni si potrà parlare di regione più ciclabile d’Italia, vi son luoghi dove si rema contro. Non basta l’immobilismo che abbiamo imparato a riconoscere in Italia, adesso ci si mette anche a smantellare l’esistente.

Durante la sera del 29 agosto i divisori dalla pista ciclabile delle vie Tinto da Battifolle e Pievano Rolando, sono stati rimossi. La ciclabile è stata ridimensionata e convertita a corsia mono-direzionale senza che venisse prevista una viabilità alternativa.

La pista in oggetto fu costruita nella primavera del 2012, grazie alla sensibilità dell’Assessore all’ambiente Niccolò Balducci, che aveva saputo far tesoro delle proposte FIAB per la ciclabilità ad Empoli. La pista lunga circa 300m, collega due piazze della città, e costituisce, dal punto di vista della strategia per la mobilità ciclistica, un importante asse Nord-Sud (Arno-Stazione).

La ciclabile bidirezionale fu delimitata con elementi a forma di mezza luna di cemento, e generò subito polemiche; proprio per queste mezze lune fu spregevolmente denominata “ovovia”.
Per sostenerla FIAB Empoli fece appello alla cittadinanza lanciando anche una raccolta di firme. Dopo la contestazione iniziale l’esistenza della ciclabile sembrava consolidata ed è stato quindi costruito un altro tratto, in senso perpendicolare, inaugurato nel 2013.

Nell’ultima campagna elettorale per le comunali 2014, il nuovo Sindaco Brenda Barnini, forte delle simpatie degli oppositori della pista, aveva però promesso la rimozione dei delimitatori. Così, poco dopo l’insediamento la giunta, con molta enfasi ed un pizzico di superficialità, ha rispettato l’impegno elettorale, senza però prevedere alcun tracciato alternativo.

Pista ciclabile v.Tinto da Battifolle (1)Il nuovo Assessore all’ambiente Fabio Barsottini, interrogato a proposito, ha riferito dell’esistenza di un nuovo progetto presentato alla Regione per il quale si aspettano i finanziamenti. Questo progetto prevede il rifacimento dell’intera pista allargando il marciapiede e rendendolo promiscuo pedonale e ciclabile.

Questa soluzione, a nostro avviso, è poco compatibile con quanto stabilito all’interno del Decreto del Ministero dei lavori pubblici N. 557 del 30/11/1999 dal Titolo: Regolamento per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili che all’Articolo 4 Comma 5 recita:

” […] I percorsi promiscui pedonali e ciclabili possono essere altresì realizzati, previa apposizione della suddetta segnaletica, su parti della strada esterne alla carreggiata, rialzate o altrimenti delimitate e protette, usualmente destinate ai pedoni, qualora le stesse parti della strada non abbiano dimensioni sufficienti per la realizzazione di una pista ciclabile e di un contiguo percorso pedonale e gli stessi percorsi si rendano necessari per dare continuità alla rete di itinerari ciclabili programmati. In tali casi, si ritiene opportuno che la parte della strada che si intende utilizzare quale percorso promiscuo pedonale e ciclabile abbia:
a) larghezza adeguatamente incrementata rispetto ai minimi fissati per le piste ciclabili all’articolo 7;
b) traffico pedonale ridotto ed assenza di attività attrattrici di traffico pedonale quali itinerari commerciali, insediamenti ad alta densità abitativa, ecc.

Nel nostro caso è difficile sostenere che non vi siano le dimensioni sufficienti a realizzare ciclabile e percorso pedonale, è indubbia la presenza di attività attrattrici di traffico pedonale e proprio per questo la ciclabile dovrebbe rimanere tale.

Oltre la questione tecnica rimane comunque il fatto di dover assistere ad uno spreco di prezioso denaro pubblico utilizzato per rifare e modificare quel che si era già rivelato funzionale anziché espandere la rete esistente. Inoltre questi lavori devono ancora essere finanziati e realizzati e non abbiamo nessuna sicurezza sui tempi necessari.

Al momento la ciclabilità empolese rimane ferita sul campo e meno sicura di prima.

La ciclabile senza delimitatori viene abitualmente invasa dalle auto

La ciclabile senza delimitatori viene abitualmente invasa dalle auto

 


Comunicato stampa FIAB Empoli Ciclabile

Abbiamo dovuto amaramente constatare che sono stati rimossi gli elementi separatori della pista ciclabile in via Rolando Pievano e via Tinto da Battifolle senza prevedere alcuna protezione fisica per i ciclisti che vi transitano. Al posto dei tanto vituperati “ovi” è stata tracciata una striscia gialla pretenziosa, che oltre a ridurre la carreggiata della pista non costituisce barriera all’invadenza delle auto. Il lavoro è stato eseguito di notte, lontano da occhi e sguardi indiscreti, come se si trattasse di una vera e propria esecuzione di condanna.

Giova ribadirlo che questa pista ciclabile, costruita in sede propria e bidirezionale, era stata una realizzazione di grande apertura per la città di Empoli che, finalmente, cercava di allinearsi agli standard europei di una moderna mobilità, all’insegna del rispetto delle esigenze di chi sceglie la bici per spostarsi e della sostenibilità ambientale. Una realizzazione funzionale allo spostamento nord/sud della città che ha riscontrato un continuo e crescente utilizzo portando grandi benefici alla circolazione.

Con la rimozione della cosiddetta “ovovia” – termine con il quale era stata spregevolmente etichettata e tanto pretestuosamente attaccata e vituperata – si dà un segnale di resa alle visioni di retroguardia, che vogliono, in modo oscurantista, salvaguardare la sola esigenza di muoversi e circolare con le auto.

In tema di mobilità continuare a sostenere un modello ormai obsoleto, quale quello basato sull’automobile, è quanto di più irrazionale, energivoro e insostenibile ci sia. Mentre osserviamo che nelle altre città, piccole e grandi, si va nella direzione della riduzione del traffico motorizzato incrementando parallelamente la mobilità sostenibile con la realizzazione di reti di percorsi ciclopedonali, Empoli invece percorre la strada opposta. Indietro tutta.

Non meno rilevante è l’aspetto economico. Si spendono le già esigue risorse finanziarie per costruire un’infrastruttura e poi rimuoverla così illogicamente.

Sulla base di questi argomenti e con la forza della ragione chiediamo che vengano riposizionati degli elementi separatori, per la salvaguardia della sicurezza fisica di chi utilizza la pista ciclabile, per il necessario ripristino dei due sensi di marcia perché ormai consolidati nelle abitudini delle persone che la percorrono e per impedire che vi parcheggino abusivamente le automobili. Tutto al fine di riaffermare e sostenere l’idea di una nuova mobilità.

Facciamo quindi appello a tutti coloro che hanno utilizzato e intendono continuare a utilizzare la pista protetta, a quelli che hanno a cuore una diversa idea di città futura, vivibile e rispettosa, e non continuamente assediata dal traffico automobilistico, insomma a tutte le persone sensibili affinché si attivino personalmente inviando mail di protesta al sindaco di Empoli.

Salvatore D’Amelio – Referente Empoliciclabile

  • Share

Comments are closed